Davide Cobelli.

Il Pensatoio

Perché il latte di avena «barista» si monta e l'altro no

Chi passa al latte vegetale nel cappuccino incontra sempre lo stesso muro: la schiuma non tiene. Fa bolle grosse, si gonfia, e nel giro di venti secondi si separa lasciando liquido sotto e spuma secca sopra.

Poi qualcuno gli dice di comprare la versione «barista», e improvvisamente funziona. Che non è marketing: dentro c'è davvero qualcosa di diverso.

Cosa fa la schiuma, nel latte vaccino

Per capire perché quello vegetale fa fatica, serve un attimo su quello normale.

Nel latte di mucca a montare non è il grasso: sono le proteine. Quando il vapore immette aria, le proteine si dispongono attorno a ogni bollicina formando una pellicola elastica che la tiene in piedi. Il grasso dà cremosità e il sapore pieno; lo zucchero (lattosio) dà la dolcezza.

Tre componenti, tre funzioni. Il latte vaccino le ha già tutte, nella proporzione giusta, senza che nessuno abbia dovuto progettarlo.

Perché l'avena da sola non ce la fa

Il latte di avena è, semplificando molto, acqua, avena macinata e enzimi che spezzano gli amidi in zuccheri — è da lì che viene la sua dolcezza naturale, che è il motivo per cui piace nel caffè.

Ma di proteine ne ha poche, e soprattutto sono proteine diverse, che non formano quella pellicola elastica attorno alle bolle. Il risultato è che l'aria entra ma non viene trattenuta: fai bolle grandi, che collassano.

E c'è un secondo problema: nel caffè, che è acido e caldo, le proteine vegetali tendono a flocculare — si aggregano in piccoli grumi e si separano. È quello che vedi quando il cappuccino diventa granuloso o fa i puntini in superficie.

Cosa c'è in più nella versione «barista»

Le formulazioni cambiano da marca a marca, ma la logica è sempre la stessa: compensare quello che l'avena non ha.

Più grassi, di solito oli vegetali aggiunti. Danno corpo e cremosità, e aiutano la struttura della schiuma.

Stabilizzanti ed emulsionanti — spesso gomme o fosfati. Sono loro a fare il lavoro che nel latte vaccino fanno le proteine: tenere insieme la microschiuma e impedire la separazione.

Regolatori di acidità. Servono a evitare la flocculazione al contatto con il caffè. È la ragione per cui una barista non «impazzisce» nell'espresso e una normale sì.

Quindi sì, è un prodotto formulato apposta. Non è la stessa bevanda con un'etichetta più cara.

Come si monta, in pratica

Le regole cambiano rispetto al latte vaccino, e chi non lo sa sbaglia sempre allo stesso modo.

Scalda meno. È il punto più importante. I latti vegetali reggono peggio il calore e si separano prima: quello che nel vaccino è il limite superiore, qui è già troppo. Fermati prima di dove ti fermeresti di solito — e ricorda che dopo che chiudi il vapore la temperatura sale ancora di qualche grado.

Aria all'inizio, e poca. La finestra in cui si può inserire aria è più stretta. Meglio poca microschiuma buona che tanta schiuma che si sfalda.

Versa subito. Non hai il tempo di attesa che ti concede il latte vaccino: la struttura si degrada in fretta. Montato e versato.

Freddo di partenza. Vale per tutti i latti, ma qui di più: partire da frigorifero allunga la finestra utile.

E le altre bevande vegetali?

Soia: è quella con più proteine e, tecnicamente, monta meglio di tutte le altre. Il limite è il gusto, che è marcato e copre il caffè, e la tendenza a separarsi negli espressi molto acidi.

Mandorla: monta male e ha un sapore che tende a scontrarsi con il caffè invece di accompagnarlo.

Cocco: molto grasso, poca struttura, gusto dominante.

L'avena ha vinto per una ragione precisa e non tecnica: è quella che sa di meno, e la sua dolcezza naturale somiglia a quella che ci si aspetta nel cappuccino. La versione barista ha risolto il resto.

Una nota che riguarda il caffè, non il latte

Un cappuccino vegetale che «viene male» non è sempre colpa del latte.

Un espresso molto acido — perché sotto-estratto, o perché è un caffè molto chiaro — mette in crisi qualunque bevanda vegetale. Prima di cambiare marca, prova a sistemare l'estrazione: capita spesso che il problema fosse nella tazzina, non nella brocca.

In breve

  • Nel latte vaccino a montare sono le proteine: l'avena ne ha poche e diverse.
  • Nel caffè caldo e acido le proteine vegetali flocculano: da lì grumi e separazione.
  • La versione barista aggiunge grassi, stabilizzanti e regolatori di acidità per fare quel lavoro.
  • Regole diverse: scalda meno, poca aria, versa subito, parti da frigo.
  • La soia monta meglio ma sa di più; l'avena ha vinto perché sa di meno ed è dolce.
  • Se il cappuccino vegetale si rompe, controlla anche l'espresso: se è molto acido, è lui.

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