Davide Cobelli.

Think Tank

Perché due espresso con la stessa ricetta sanno diversi

The articles are written in Italian.

Capita a tutti, e fa impazzire: due espresso di fila, stessa dose pesata, stessa macinatura, stesso tempo sul display. Uno è buono. L'altro è aspro e vuoto.

Se i numeri sono identici e il risultato no, vuol dire che c'è una variabile che non stai misurando. Ed è quasi sempre la stessa.

L'acqua è pigra

Quando l'acqua entra nel portafiltro sotto pressione non attraversa il caffè in modo democratico. Fa quello che fa qualsiasi fluido: passa da dove fa meno fatica.

Se il letto di macinato è compatto e uniforme, la fatica è la stessa ovunque e l'acqua scende in modo regolare, estraendo allo stesso modo da tutte le particelle.

Ma se in un punto il caffè è meno denso — una crepa, una zona più smossa, un angolo rimasto vuoto sotto il bordo — lì l'acqua trova meno resistenza. E ci si butta. Si apre un canale e la maggior parte del flusso passa da lì.

Questo si chiama canalizzazione, e produce una cosa perversa: nello stesso identico shot hai caffè sovra-estratto e caffè sotto-estratto insieme. Dove l'acqua è passata in massa ha portato via tutto, compreso l'amaro; dove non è passata quasi niente è rimasto indietro, e quello è l'acido acquoso.

I due si mescolano in tazza. Il risultato non sa di "troppo estratto" né di "poco estratto": sa di confuso. Ed è per questo che è difficile da diagnosticare, perché i numeri sul display sono perfetti.

Come te ne accorgi

Il tempo può essere giusto lo stesso, quindi il cronometro non basta. Guarda invece il flusso in uscita.

Un'estrazione sana esce compatta, con i getti che si uniscono in un filo unico e stabile. Se invece vedi getti che partono in momenti diversi, spruzzi laterali, un filo che si spegne e riprende, o l'uscita che schizza da un lato solo — hai un canale.

E se dopo lo shot guardi la pastiglia esausta e trovi un forellino, una crepa o una zona più scavata, hai la conferma: l'acqua è passata di lì.

Da dove nasce, in ordine di frequenza

Il macinato che cade a mucchietti. Uscendo dal macinino la polvere non si dispone da sola in modo uniforme: si accumula al centro, o si aggrega in grumi. Se pressi sopra un mucchio irregolare, stai compattando una cosa già sbilanciata.

La pressatura storta. Se il tamper entra inclinato anche di poco, il letto risulta più denso da una parte e più lasco dall'altra. L'acqua sa esattamente dove andare.

Il caffè lasciato sul bordo. I granelli che restano sull'orlo del cestello impediscono alla doccetta di chiudere bene e creano una via di fuga laterale.

La dose sbagliata per quel cestello. Troppo poco caffè lascia spazio vuoto sopra il letto: l'acqua ci si raccoglie e poi entra dove capita. Troppo, e il letto tocca la doccetta e si deforma quando chiudi.

Cosa fare, senza comprare niente

Prima di pensare agli attrezzi, tre gesti gratuiti risolvono la maggior parte dei casi.

Rompi i grumi e livella prima di pressare. Qualunque metodo va bene purché il macinato sia disteso in modo uniforme e non a montagnetta. Questo è il gesto che pesa di più: la pressatura non aggiusta una distribuzione sbagliata, la fotografa.

Pressa dritto. Non serve pressare forte — serve pressare piano. La forza conta molto meno dell'orizzontalità.

Pulisci il bordo prima di agganciare.

Solo dopo, se il problema resta, ha senso ragionare su dose, cestello e attrezzi.

Perché conta più di quanto sembri

Finché c'è canalizzazione, tarare la ricetta non serve a niente: stai correggendo i numeri di un'estrazione che è casuale in partenza. Cambi la macinatura, il tempo si sposta, ma il caffè resta incoerente — e ti convinci che sia colpa della miscela.

La distribuzione e la pressatura non sono estetica da campionati. Sono la condizione perché tutto il resto sia leggibile.

In breve

  • L'acqua passa da dove fa meno fatica: se il letto non è uniforme si apre un canale.
  • Risultato: sovra-estratto e sotto-estratto nello stesso shot, che in tazza sa di confuso.
  • Il tempo può restare giusto: guarda il flusso, non solo il cronometro.
  • Cause più frequenti: macinato a mucchietti, tamper storto, bordo sporco, dose sbagliata per il cestello.
  • Tre gesti gratis: rompi i grumi e livella, pressa dritto e piano, pulisci il bordo.
  • Finché c'è canalizzazione, tarare la ricetta è tempo perso.

Back to the Think Tank